Amo Sauris tanto da aver deciso di vivere qui

20 giugno 2017 0 Comments Natura e Identità , Testimonianze 958 Views
Amo Sauris tanto da aver deciso di vivere qui

Amo Sauris tanto da aver deciso di vivere qui

Mi presento, sono Lucia, Lucia Alzaretti.

Sono nata a Valdagno (VI) per sbaglio nel lontano 1946, vivevamo a Vicenza e la mamma era andata a trovare la suocera che non stava bene…e lì mi sono annunciata alla vita. Tre mesi dopo moriva l’unica nonna rimasta. Mio padre era geometra e si spostava in tutto il Veneto x lavoro, portandoci sempre con sè. Non è stato semplice cambiare 2-3 scuole x ogni anno scolastico secondo i luoghi di destinazione del papà, ma studiare mi piaceva. Ai miei 15 anni una serie di vicende familiari ha fatto sì che io e mamma ci siamo trasferite a Milano, poi per 2 anni a Saronno in provincia di Varese e infine Milano. Qui ho conosciuto l’amore della mia vita, Alessandro, milanese doc.

Milano- Sauris, insieme ad Alessandro il passo è stato breve.

Alessandro e Milano, un amore a prima vista. Ma c’era ancora di più da scoprire per farmi innamorare di lui e della vita. Proprio Alessandro mi portò a Sauris, questo enclave bellissimo e unico in occasione di una Pasqua, era una giornata di sole, i prati un tappeto di crocus e nevicava…incredibile! Per le ferie estive siamo ritornati a Sauris e da quel periodo abbiamo deciso di ritornarci. Ogni anno Sauris era tappa fissa. Spesso viaggiavamo ma anche quando andavamo a conoscere altri paesi del mondo, al ritorno venivamo qui, Sauris, la nostra meta ideale, il luogo per “ricaricarci”.

E’ sempre una questione di amore

Io ed Alessandro abbiamo trascorso tutta la vita assieme, lavorando anche assieme, per amore. A Milano avevamo una ditta per la produzione di giochi per bambini, lavoro bello e appagante. Ma una brutta mattina Sandro non si svegliava, pensavo scherzasse ma non era così…ictus. Per non dilungarmi troppo, è stato malato 3 anni, io ho venduto l’azienda per stare con lui e un giorno di sua lucidità ho chiesto ad Alessandro: “…e se ci trasferissimo a Sauris?”. La risposta è stata immediata “quando?”.

Ci siamo trasferiti prestissimo, perchè il tempo per lui era poco. Alessandro ha vissuto ancora qualche settimana di luce e pace, di attimi di gioia quando la malattia lo consentiva e io penso ancora oggi quanto il mio cuore si senta appagato da aver preso quella scelta, so di aver reso mio marito felice. Dopo pochi mesi Alessandro è mancato.

Recuperare. Questa era la mia missione.

Durante gli anni di ferie trascorsi a Sauris, abbiamo avuto modo di conoscere tutti, di avere amici e conoscenti e di conoscere il carattere dei carnici, gente dura ma splendida…mi sentivo a casa qui.
Riprendermi dalla mancanza di mio marito è stato difficile, ma preziosa è stata la presenza della comunità saurana. C’era da decidere della mia vita ora, sapevo che dovevo recuperare, forza, voglia di vivere, energia. Ho scelto. Sono rimasta a vivere a Sauris. Godere ogni mattina di un panorama unico al mio risveglio è stata la leva decisiva.

Ho avviato hobby nuovi, a primavera andavo per prati alla raccolta di erbe, più avanti i funghi, poi le passeggiate con il mio cagnolino che adoro, ma sopratutto qui ho trovato la serenità e scoperto che sto bene con me stessa, una condizione dal valore inestimabile.

Il senso di comunità è stato sempre un altro valore fondamentale. Apparentemente i nativi saurani possono sembrare “chiusi” di carattere. Ma quando li conosci veramente riconosci l’autenticità vera e il cuore e quando meno te lo aspetti ti sanno sorprendere con il loro affetto e simpatia.

Il mio consiglio. Sauris per rigenerarsi.

Dopo molti anni di vita a Sauris da “forestiera” posso solo suggerire di conoscere Sauris.
Per rigenerarsi, per “respirare”, per acquistare pace, per assaporare il silenzio, per conoscere una realtà ancora autentica e reale.

Se vieni a Sauris, mi farà piacere conoscerti. Ti mostrerò anche le mie poesie se ti farà piacere. Mi trovi spesso al Riglarhaus. La mia tappa preferita dove l’arrivo degli ospiti si integra con cordialità e simpatia alle pause “da bar” della comunità locale.

A presto e Prosit!
Lucia Alzaretti

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