Sensibilità ambientale delle architetture tradizionali di Sauris

1 luglio 2016 0 Comments Natura e Identità 675 Views
Sensibilità ambientale delle architetture tradizionali di Sauris

Le architetture tradizionali delle baite e degli stavoli a Sauris è oggi un esempio di autenticità e sensibilità ambientale.

Infatti le nuove architetture concepite per l’ambiente alpino vivono oggi forti influenze e contaminazioni culturali che stanno alterando il naturale rapporto uomo-ambiente che ha contraddistinto le culture alpine per secoli.

L’introduzione di nuovi materiali costruttivi da un lato e nuovi stili di vivere la casa stanno cambiando il nostro modo di relazionarci con la natura che ci circonda. Il delicato equilibrio tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda è in continuo cambiamento, ma rimane sostenibile se consente ad ogni organismo vivente di poterlo vivere in armonia.

Cosa può alterare questo equilibrio?

Da un lato le novità architettoniche favoriscono – attraverso l’introduzione di nuove tecnologie e materiali, uno stile di vita più sensibile verso l’ambiente. Dall’altro questi materiali e queste tecnologie non sono così “riassorbili” dalla natura nello stesso modo di quelli di un’architettura tradizionale.

Una sensibilità ambientale da non dimenticare

Un vecchio detto dice: la natura prima o poi se non fai attenzione si riprende tutto.

Per questo qui a Sauris i materiali erano del luogo.

Dove trovavano i sauriani i materiali per le loro case

I materiali che disponevano i saurani per le loro costruzioni erano principalmene quelli rinvenibili in loco, a cominciare dal materiale principe, il legno, di conifera e per la precisione di abete rosso, bianco e di larice. Legni reperibili nella valle in abbondanza.

Le coperture dei tetti ( i “Dochpretlan“) era in scanodole in legno di larice, che non putrisce mai e che eran tenute ferme con pietre sopra assi di legno. I timpani erano chiusi da un tavolato (“montl“) e una croce intagliata alla sommità del tavolato simboleggiava la protezione divina contro il continuo pericolo di incendi.

Per consentire maggiore longevità al legno, veniva utilizzata l’ascia per qualsiasi lavoro perche il taglio inferto, a differenza della sega, consentiva di seguire in modo più naturale la venatura e quindi permetteva al legno di mantenere le sue proprietà più forti e resistenti all’acqua.

Le strutture in legno erano costruiti con la tecnica Blockbau (in saurano “schroate“), cioè con tronchi incastrati negli angoli.

L’utilizzo dei chiodi era sconosciuto, pertanto si usava invece chiaviccoli ricavati dal legno di maggiociondolo, legno conosciuto soprattutto per la sua durezza e che si ritrovava in fondovalle.

Le fondamenta della casa saurana

Sia le case che i rustici avevano fondamenta in pietra.

I rustici erano costituiti dalla stalla (“stol”) al piano seminterrato e dal fienile (“toblat”) ai piani superiori. Dal fienile, il foraggio veniva calato nella sottostante stalla attraverso una botola.

Nei rustici tre lati erano circondati da un ballatoio chiuso da stanghe e montanti (“pirl“) per l’essiccazione del fieno, mentre nelle case il ballatoio era fornito di balaustra.

gli stavoli (anschichtn), provvisti di stalla, fienile e piccola abitazione e i fienili (hitn) per il deposito temporaneo del foraggio.

A Sauris di Sopra – nella zona chiamata “Mermkeivle” esisteva una cava di inerti e brecce e a Sauris di Sotto ce n’era una di tufo che era tra Eibn e Gostach, che venivano utilizzate rispettivamente per la costruzione in muratura e per la creazione di architravi e angoli delle case.

L’utilizzo del materiale del luogo era comunque particolarmente misurato e a differenza di quello che accade dove si è perso il contatto con la natura, si cervcava di conservare un equilibrio con l’ambiente circostante che non alterasse la natura del luogo.

Lo stile di vita delle gente qui si fonda sempre con un’attenta valutazione degli effetti dati dal tipo di rapporto uomo-natura:
le abitazioni infatti erano staccate dai rustici,anche se si conservano esempi di casa e rustico nello stesso fabbricato.
Gli edifici erano costruiti su terreni pendenti consentendo che il piano terreno interrato su tre lati, consentendo la presenza di cantine utili per la conservazione degli alimenti; il portone del fienile invece, sul lato a monte, facilitava il deposito del fieno.

Solo nell’800 vennero erette alcune case in pietra più grandi, che rispecchiavano il prestigio sociale della famiglia, ma si tratta di un’influenza della tradizione architettonica carnica che non ha preso piede.

Radici culturali e sensibilità ambientale

Una casa in un luogo può essere un bisogno ma anche un principio di benessere e armonia con ciò che ci circonda ed è più grande. Qui a Sauris la vediamo così.

Forse questa visione può fare la differenza: la casa è come “partner” per la natura che la circonda. Non deve invaderla, nè occuparla, bensì integrarsi in armonia, e per farlo occorre una sensibilità ambientale particolare: quella di saper vedere oltre il proprio tempo. Cosa c’è di più bello della natura?

La natura è la dimensione vitale che consente la vita delle persone.

I materiali di una costruzione tradizionale sono naturali: ovvero la natura sarà in grado di “riassorbirli,  senza generare deturpazioni od inquinamenti. Legno, pietra, terra, cos’altro?

Questo aspetto, le genti alpine, lo hanno da sempre tenuto in considerazione. E qui a Sauris questo aspetto si può ancora sentire e vivere, nel rispetto di uno stile di vita sapiente che la nostra comunità a trasmesso per secoli.

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