Le figure saurane, tra leggenda e realtà

10 gennaio 2015 0 Comments Natura e Identità 769 Views
Le figure saurane, tra leggenda e realtà

Qui a Sauris si conservano tradizioni alpine antichissime.
In particolare quando si tratta di quelle figure avvolte dalla leggenda e da antichi detti della gente alpina.

Secondo la tradizione popolare la comunità di Sauris (Zahre) fu fondata da due soldati tedeschi rifugiatisi nella valle del Lumiei. Essi vissero insieme per un certo tempo, poi si separarono e così nacquero le diverse frazioni.
Una filastrocca saurana prende lo spunto dalla rivalità esistente tra le nostre borgate: i paesani di Sauris di Sopra sono Ouberzahrar nokhepönzn (pance nude), quelli di Sotto Dörfar sklörfar muespekar (ciabattoni beccamues), quelli di Lateis, Lataisar gaigar schöteraibar (violinisti grattaricotta).

Non sappiamo se J.R.R.Tolkien (il famoso scrittore della Saga degli Hobbit e del Signore degli Anelli) avesse idea di questo retaggio saurano, di certo il nostro è sempre stato un mondo a parte.
Per i bambini di Sauris la prima uscita dalla vallata costituiva un momento speciale. Per sottolinearne l’importanza e per divertirsi alle loro spalle, gli adulti raccontavano loro che lungo la strada avrebbero incontrato la Bèlin, una vecchiaccia a cui avrebbero dovuto baciare il sedere per poter passare.
De must pussn in orsch in der Bèlin! (Devi baciare il sedere alla Bèlin!). Da questo personaggio prende nome il Belinlouch (caverna della Belin), una cavità nei pressi di Sauris di Sotto.

Un altro personaggio dell’immaginario popolare saurano è l’Orkul, che da lontano assume le sembianze di un bambino e poi ingrandisce a vista d’occhio fino a raggiungere dimensioni gigantesche: “Der Orkul ot gehot an schinkhe pan der kheisn unt in onder toze zeibrist ime dörflan” (l’Orkul aveva una gamba vicino alla seccaiola e l’altro piede in cima al paese). Si diverte a impaurire le persone e a burlarsi di loro.

Le figure saurane, tra leggenda e realtà

Immagini di figure del Zahrer Vorschankh (carnevale saurano) che celano ancora oggi una tradizione del “sentire magico” a Sauris

Molte storie e leggende saurane narrano di incontri con le anime dei morti, che si presentavano in processioni notturne (tregende). La tregenda poteva essere buona (de guete bohr) o cattiva (de leize bohr) e il mito del bene e del male che partecipano alla vita naturale degli esseri umani continua ad essere una antica tradizione che amiamo coltivare… forse per questo motivo siamo rimasti un luogo dove ancora il senso del magico riesce a sopravvivere.

Soprattutto a Lateis, dove i Lataisar gaigar schöteraibar (violinisti grattaricotta) hanno la particolarità di preparare le merende saurane con un estro tale da lasciare il senso del magico in bocca… 🙂

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