Il fascino del tempo, tra ticchettii e il silenzio di Prato Carnico

3 marzo 2014 0 Comments Natura e Identità , News 870 Views
Il fascino del tempo, tra ticchettii e il silenzio di Prato Carnico

Il fascino del tempo, tra ticchettii e il silenzio di Prato Carnico

il fascino del tempo forse sta proprio nel fatto che “sfugge”.

Il tempo e’ senza dubbio il tema più affascinante che contraddistingue la natura delle cose: tocca da vicino il nostro sentire e ci fa riflettere quando vi ci soffermiamo. Sarà capitato a qualcuno di voi di visitare una città ed alzare il naso all’insù soffermandosi su un orologio: la torre dell’orologio in piazza S.Marco a Venezia; la Clock Tower di Londra, dove la sua famosa campana Big Ben rintocca ogni ora, accompagnata dal carillon che suona ogni quarto d’ora; a Praga allo scoccare di ogni ora, centinaia di turisti e non solo si accalcano per vedere il movimento delle figure rappresentanti i 12 Apostoli.
Attimi intensi.

Ma anche quassù in Carnia si può trovare un interessantissimo mondo legato al tempo e agli orologi, a conferma di un’importante tradizione italiana.

Parliamo della zona di Prato Carnico, in Val Persiana, zona abitata dai Carni, dai Romani e dai longobardi, e successivamente conquistata dalle suore del Monastero Maggiore di Cividale.
Prato Carnico rappresenta numerose frazioni: frazione Croce, frazione Avausa, frazione Pieria, frazione Osais, frazione Prato, ma la più importante è sicuramente la frazione Pesariis.

E’ una zona ricchissima di orologi e di tradizione nell’antica orologeria, uno spasso per chi è curioso sull’argomento.
Tra le vie di Prato si potranno osservare alcuni orologi monumentali, ad es. quello che da benvenuto in val Pesarina, all’ingresso della vallata in frazione Croce, oppure quello situato all’entrata del Municipio in frazione Pieria. Ma l’opera che in maggior misura mette in voga l’arte e l’ingegno degli orologi carnici è l’orologio della torre di piazza Libertà di Udine, creato da Baldassarre Pustello di Ravascletto, ancora oggi in funzione.

Il fascino del tempo

L’avvio della produzione di orologi avviene intorno al 1600 nella frazione Pesariis, dove si produceva un peculiare tipo di orologio a pendolo. Il settore ebbe una crescita graduale ma costante, arrivando a livello industriale solo intorno al 1725 in seguito alla fondazione della fabbrica Solari, che a Pesariis si specializzò nella realizzazione di orologi e di registratori per conto delle Ferrovie dello Stato. Quest’antica specializzazione è ricordata oggi dal Museo dell’Orologeria Pesarina. Gli orologi venivano montati ad opera di uno dei soci della fabbrica Solari che veniva ospitato per tutto il periodo del montaggio dalla chiesa o dal comune.
Un nuovo sviluppo nella produzione di orologi si ha dopo la prima guerra mondiale, con l’ideazione di altre nuove e diverse tipologie di congegni, quali ad esempio gli orologi senza lancette. Un esempio di questa nuova capacità di progettazione fu l’interessante orologio costruito per il palazzo delle poste di Napoli: si trattava di un fondo bianco nel quale comparivano e scomparivano alternativamente rettangoli neri, i quali che formavano l’indicazione dell’ora con i numeri romani, mentre i minuti venivano rappresentati con cifre arabe.

Il fascino del tempo, tra ticchettii e il silenzio di Prato Carnico

La tradizione dell’arte per l’orologeria è ben rappresentata nel Museo dell’orologio di Pesariis, che merita indubbiamente una visita.
Qui si possono ammirare gli orologi meccanici, da torre e da campanile, sostituiti successivamente dagli orologi elettrici ed elettronici, esposti nel piano superiore del Museo.
A completamento del Museo dell’Orologeria Pesarina si può intraprendere il percorso dell’orologeria monumentale: museo all’aperto che si estende principalmente lungo le vie della frazione Pesariis.

Dopo una giornata di visita a Prato Carnico e ai suoi tesori di orologeria ci si trova indubbiamente arricchiti. Forse l’osservazione di così tante lancette e l’ascolto di ticchettii che segnano il passare del tempo ci consentono di rinnovare la consapevolezza dell’importanza di ogni attimo della nostra giornata.
Forse per quell’affascinante confronto che si può vivere tra tempo che corre e tempo che si dilata, ad esempio quando osserviamo per un intero minuto lo scorrere della lancetta grande, un tempo che sembra non finire mai.
Forse grazie all’orgoglio che si vive per una tradizione di orafi “di casa nostra” che hanno creato gioielli che nulla hanno da invidiare ai quelli dei colleghi svizzeri.
Ma forse c’è un aspetto in più qui a Prato Carnico.
Il Tempo è reale e, insegna Einstein, è quella cosa che si misura con l’orologio. Ma la bellezza del panorama intorno a Prato Carnico è forse qualcosa che va oltre, una bellezza intatta, paesaggi magici, dalla luce vibrante, che trasmettono emozioni che si ricordano nel tempo, negli anni, un tempo estatico, un tempo etereo, che non si controlla con l’orologio.

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